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venerdì 27 febbraio 2026

Procri, Cefalo e il Tragico Errore

 


La Bellezza di Procri e il Tragico Errore

 Soffermiamoci sulla figura di Procri, la figlia di Eretteo, re di Atene, che andò in sposa al bellissimo Cefalo. La loro storia è un arazzo di amore, sospetto e trasformazioni. Procri ricevette in dono da Artemide (o, secondo altre versioni, da Minosse) un cane che non mancava mai la preda, Lelapo, e un giavellotto che colpiva sempre il bersaglio e tornava spontaneamente alla mano di chi lo lanciava. Questi oggetti magici, simboli della caccia divina, divennero però gli strumenti del loro destino avverso quando il dubbio s'insinuò nei loro cuori mortali.


 
Gelosa dei frequenti ritiri di Cefalo sui monti e sospettando un tradimento con l'Aurora, Procri lo seguì segretamente tra i boschi. Sentendo il marito invocare "Aura" (la brezza mattutina) per rinfrescarsi dopo la fatica, ella credette che si trattasse del nome di una ninfa rivale. Al suo gemito di dolore, Cefalo, credendo che tra i cespugli si nascondesse una fiera, lanciò l'infallibile giavellotto, trafiggendo a morte la sua amatissima sposa. Questo tragico errore rimane come monito eterno sulla fragilità della felicità umana quando viene messa alla prova dalla gelosia degli Dei.

 La stirpe di Eretteo, attraverso Procri e le sue sorelle Orizia e Creusa, si intrecciò con le potenze celesti in modi terribili e gloriosi. Orizia fu rapita dal vento del nord, Borea, che la portò con sé nelle terre gelide della Tracia per farne la sua sposa; da loro nacquero i Boreadi, gli eroi alati Zete e Calais. Creusa, invece, fu amata da Apollo e generò Ione, il capostipite della nazione ionica. Ogni figlia di re diventa così il seme di una nuova civiltà, portando nel proprio grembo il volere del cielo che si fa geografia e identità per i popoli della terra.

Tratto da: Dalla Nascita degli Dei ai Sette Re di Roma di D. FONTANA

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