Le Prime Essenze Primordiali
Prima di ogni battito, prima di ogni respiro, c’era solo il
Caos: un abisso che urlava senza voce, un vortice di semi di realtà che si
divoravano l’un l’altro nel buio assoluto. Il freddo era così intenso da
bruciare, il silenzio così pesante da spezzare le ossa che ancora non
esistevano. Da quella ferita aperta nel nulla si condensò per prima Gea, la
Terra, calda, umida, materna, con il profumo di argilla bagnata e di erba
appena nata. Il suo corpo immenso tremò di vita, e nei suoi abissi più profondi
si spalancò il Tartaro, un pozzo di nebbia nera dove la luce si dissolveva in
grida lontane. Poi, come un sospiro di desiderio che squarcia la solitudine,
nacque Eros: il più bello, il più terribile, ali d’oro e occhi di fiamma
liquida, colui che scioglie le ginocchia dei guerrieri e fa cadere le corone
degli dèi. Il suo respiro era dolce come miele bruciato, e dove passava
lasciava cuori in fiamme e ginocchia tremanti.

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